Caffè notturno

Nessuno nota la Maria di mattina, seduta
al tavolo, rigida in quel bar metallico
nel locale asettico, senza clienti al banco,
che guarda fissa un pavimento bianco.
E’ pallida ... smorto il fiato odora di chiuso
aspetta uno sguardo che fiacchi le reni
per qualche euro, un croissant con la crema
la Maria guarda altrove, si fa strofinare dai maschi.
Negli occhi da sempre il brillio di un ricordo.
Era bianca, abbagliante quella sera la valle
fiori caldi alitavano addosso, lui puzzava di vino
quando assente le vibrò, arroventando sul corpo.
Affluiva ...il pianto del gatto, pungitopo e
peonie di terra, inerte rugiada cedeva
tutto di petto, nel petto, sopra il petto.
La Maria che sorseggia al caffè, decisa
a invecchiare non teme indifferenza
solo conta colli, dolcetti flaccidi
polverizzando centesimi d’impurezza.
©
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L'autore
Garbo
"Sedetti. Per essere assolto dovevo difendermi. Ma cosa vuol dire defendersi? E' la storia degli uomini, dei Lupi, dei petali. Ogni tanto giacciono nel colore dell'abbandono"Cit "Ti somiglio, sempre di più, mentre passo dagli specchi ,tra gli specchi e l'esistenza è riflessa da quelle superfici. Ti somiglio.
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