Le mani della notte
È il punto in cui
le tue braccia combaciano
sulla mia pelle, tra le ciglia
che il viaggio ha inizio.
Per inerzia, sotto le lenzuola
senza pelle, senza occhi, senza senso
mi abbandono a te, notte,
e mi faccio trovare,
come un verme, rannicchiata
fra le infinite chiacchiere
del dolore- di essere-
ora muto.
Senza paura, tra le tue mani,
nere, anziane, materne,
mi lascio guidare in questo
viaggio, senza costi,
senza mete, solo silenzio,
parole mai dette, volti inesistenti,
lucidamente viva nella non vita.
Tu bussi, al crepuscolo della stanchezza,
Ferma, decisa, mi prendi e
forse sono farfalla, ombra,
o il male del giorno,
o l'alba che bussa.
Fuori la stanza, fuori il corpo
che mi racchiude, ogni
cosa incisa, recisa
nel costante accoglimento
di nulla.
I pensieri si desteranno,
con l'avvento del sole
muto sul parapetto,
fino ad allora,
il mare di nessuno
scroscerà sonoro
nel silenzio della lacrima
che custodirai- per sempre.
©
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L'autore
Ilaria v
Scrivere è parte del mio essere. La mia prima poesia la scrissi in terza elementare e sono sempre stata contenta di giocare con le parole per creare immagini a mio pacimento... Non posso definirmi una poetessa perchè ho ancora tanto da imparare e devo ancora crescere.....
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