Il gigante d'argilla

Viveva in pompa magna
sotto l'albero della cuccagna,
un gigante puntiglioso
pronto sempre a far il prezioso,
avea un testone di comando
ingessato e non si dava allo sbando.
Si chiamava Bretonealemagno
comandava le altre testoline dello stagno,
ma Milord non lo temeva affatto
lui aveva fatto ben altro patto,
poi c'era anche il Nanetto Greco
che scialacquava più di un poco.
Strana commistione di pensiero
tutti dicevano ma solo uno comandava davvero,
il gigante d'argilla era un pachiderma
che non avea sempre la barra ferma
e di burle e scherzi il nanetto ne facea
ma il grancapo ghignoso non sottacea.
Fai di conto e fallo bene
o ti riprendo le monete bone!
Questa tiritera prendea sempre la scena
e la risposta - A parlar di conto l'avvenire fa pena,
esser fratelli in unione ed armonia
perdere un po' d'egoismo e liberar la fantasia!
Nello stagno fra spread, PIL e banchieri
tutti in riga o son vuoti i forzieri,
anche Testolin dello Stivale avea nomea saporita
di tanto ingegno, ma era sempre a debito la sua partita,
le Dotte Teste del Nord... dall'alto in basso lo scrutavano
e spazientite- Solito lavativo, bighellone e villano!
Tante ciance non facean farina
e il bel sogno antico è rimasto in vetrina,
solo quando l'astuto piccoletto
piccoso ha mostrato fiero il petto
e indispettito ha minacciato di uscire dallo stagno
son piovuti ... ma?? ... e ... perché? ?... senza contegno.
La paura a ogni longitudine fa novanta
e anche a Bretonealemagno un po' di fifa or monta,
tanta forza e tanta virile baldanza
ma basta un bu ... e si dimentica l'insolvenza,
povero gigante d'argilla senza politica vai fuori rotta
e incerto barcolli... flaccido... come una pera cotta.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli30 giugno 2015
versi ''fantasiosi'' figli di un'anima che sa andare oltre le apparenze miscelando passato e presente... come sempre leggere questo Autore non è mai tempo perso... apprezzatissima POESIA
