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Uomini 5 luglio 2015 · lettura 1 min · 1120 letture

Dimora degli Dei

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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E’ quasi il meriggio e gli scogli sono percossi e dirupati dal sole infuocato e ruggente che per i seminudi bagnanti trasforma il suo abbraccio in un morso arroventato. Ragazzini abbronzati corrono urlando la loro inconscia gioia di vita. Come manciate di stelle lanciate a mano ricolma da un dio impaziente nelle strade del cielo, così manate di breccia già scoglio scagliano i giovani con scroscio di mitraglia nell'onda del mare che tonfa con cupo rimbombo su scogli ancestrali levando per l’aria una pioggia di gemme minute e smaglianti qual serto dei re che qui forse portavano il peso dello scettro. Pian piano il meriggio ha placato i suoi raggi ed il dì cede al crepuscolo pensoso; sopraggiunge notte; restano solo le stelle accese sul golfo lontano là dove gli Dei elessero un tempo la loro fatata dimora.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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rosanna gazzaniga13 settembre 2015

L'affascinante frantumarsi del mare in mille gemme, l'anelito verso il cielo dimora degli dei... versi bellissimi e affascinanti!