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Dialettali 7 luglio 2015 · lettura 3 min · 1109 letture

"Clandestino"

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valerio cecca 27 poesie pubblicate
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In un angolo in disparte sotto al braccio un po' di carte qualche timbro scolorito su un lenzolo un po' ingiallito o confuso insieme a molti con capelli e barba incolti se ne stava zitto e tristo sto ragazzo... Gesu Cristo. Janno detto a brutto muso che je manca giusto il visto il permesso de soggiorno e la data de ritorno... Lui che viene dal reame do è giusto chi cià fame stanno a faje na questione perché è sceso dar barcone. Se ne stà spaesato e tetro mentre ecco arriva Pietro ma lui fa tre passi indietro Brucia ancora quer metallo assieme ar canto de quer gallo ma perdonare le persone per alcuni è vocazione se lo strigne a braccia tese pe n'abbraccio senza pretese. Chiede Pietro sbalordito dimme npo ndo sei finito?? nella panza der barcone pe studia la situazione ma ho capito poco e niente mo ciò un dubbio permanente su sto mondo d'occidente e me sembra complicato anche il fiore dell'oriente. Mo t'aggiorna lo zio Pietro ma nun fatte guarda dietro taja barba e quer pizzetto che somiji ar sor Maometto sembreresti alquanto strano con un chiodo in una mano e nell'artra ciai er corano. :Ma perché ho parlato invano sia al sultano che ar cristiano?? dopo tutte ste stagioni se litiga ancora tra le religioni?? Nun ce posso proprio crede alla guerra pe la fede! Quanno venni da pezzente fu pe tutta quella gente che viveva l'oppressione dello schiavo cor padrone poi quarcuno smaliziato ha messo in piedi sto mercato... Ogni tanto ciò un pensiero fonno come un buco nero penso penso intensamente e mi chiedo umanamente so venuto veramente? Lo dovrei chiede a papà se sapessi dove stà. Poi rivolto ancora a Pietro ch'è tornato a annaje dietro "Te dirò in tutta onestà la faccenda come stà io la sera giù ar baretto sto con Budda, er sor lasagna cià na panza, quanto magna c'è Confucio che se lagna ogni giorno na magagna ariecco er sor Maometto che se fa puro n goccetto... Un tresette, na scopetta la serata scorre perfetta per noi è tutto come prima speriamo solo finisca presto tutta sta farsa e sta pantomima.
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Commenti (1)

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Antonio Terracciano7 luglio 2015

In questa originale poesia rimata, composta prevalentemente da ottonari, l'autore smitizza bonariamente i grandi personaggi delle religioni, Confucio, Buddha, Maometto e in particolare Gesù Cristo. Appaiono costoro redivivi come clandestini, dubbiosi e quasi scettici nei confronti di ciò che dissero e fecero qualche migliaio di anni fa, critici verso coloro che vennero dopo e che vollero usare il loro nome per edificare complesse e talvolta sanguinarie dottrine religiose; il loro intento, invece (soprattutto quello di Gesù), era più semplice, era quello di portare una parola di pace sulla terra.