Ricordi
Col mutare della luce
sembra mutare il modo di guardarsi
nella penombra dei pensieri
il cuore si trafigge sullo spigolo sporgente
lo sá lo riconosce ma non puo farci niente
ai canoni comuni rimando nuovi incontri e nuove sviste
vado al mercato con la lista pronta
ma vuoto mi guarda lo scaffale
non so se riderne o rimanerci male
dovrò aspettare il prossimo pancale
Oppure intestardirmi con quel tale
di cui basta soltanto l’ombra a rimettere in moto la spirale e
a spazzolarmi i denti con il sale
Più ferite ha sul dorso è più è pericoloso l’animale
E canta a squarciagola l’aquila ferita
e la sua voce mette paura al tuono e all’uragano
si stringe a pugno, nel ricordare, torcendo ciò che incontra la sua mano
le piante erano da ornamento all’amore divorato nello spazio che separava il letto dal divano
ora sono soltanto steli secchi e ti guardano tristi, che sanno che lo pensi mentre invecchi
©
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