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Amore 4 agosto 2007 · lettura 1 min · 3307 letture

Or che muoio

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Michelangelo 83 poesie pubblicate
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E cosi mi spengo, di finito amore m’appago, stretto al muro del bisogno e contate lacrime impotente ancora nel capire, stremato mi chino. D’un amaro sapore che valga un abbraccio, ripudio con falsi risi tra spalle alzate, mendiche d’affetto fra riti di saluti e circostanze. D’anni passati aperti per finire, di rimando carezzo, occhi languidi di morbido pelo paiono capire di musi fra mani e umide lingue a placar ferite. Or che muoio, come un’ancora pesante scivolo, scende impietoso un’empireo velo su sguardi che un tempo videro tenerezze e facili allegrie. Commuovo un rimpianto lasciato troppo solo, un dolore pieno mi chiama a se, rispondo piano a temer le mie urla imploro l’oblio fra Dio e il cielo. Ora scusate Voi che mi capite, di sipario chiudo, cosi che di smorfie cedo e i miei passi fermo non di ragione ma di cuore, m’affretto al salto.
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Michelangelo
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Commenti (2)

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Pino Penny4 agosto 2007

poesia particolare sulle sensazioni di autodistruzione che la delusione d'amore imprime. è molto ben scritta e fà capire il doloroso stato d'animo.

M
Manuela Magi4 agosto 2007

Molto bella questa tua poesia quasi di commiato.l'ho letta tutta d'un fiato.complimenti.