Sei... sai...(alla donna)
Gesuino Curreli
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Hai dentro gli occhi il tempo che è trascorso,
ma anche la gioia di vederlo ancora
complice fra di noi soltanto un’ora,
per reinventarlo, senza alcun rimorso.
Non è peccato il bacio che dispensi,
neanche quello col quale mi tradisti,
fu nebbia dolce che abbracciò i tuoi sensi
fino al sonno pulsante a cui cedesti.
Sei felce, bacca amara di ginepro,
corbezzolo, e profumo d’ombra intensa,
sei effluvio volatile, propensa
all’amore che ancora in te riscopro.
Non peccano la tempra tua rovente,
la civetta con gli occhi gialli e neri,
il broncio che dissimuli e i sentieri
nei quali perdi il senso del presente.
Sei foglia dell'asprigna acetosella,
dolcissimo basilico degli orti,
svanisci in un baleno, ma i più forti
umori tuoi li dai alla chetichella.
Chi ti ama sa dell’aria vespertina
che veste le tue grazie generose,
sei l'ombra che si tinge, celestina,
e il sogno fermo alle stagioni erose.
Il palmo della mano, la tua impronta,
sfugge a chi legge i segni del destino,
sai di frutto agrodolce nel cestino,
più dolce di ogni frutto che non conta.
Sei l'attimo che sta tra versi e prosa,
tra la scrittura e la poesia regina,
la luce quando l'ombra si riposa
e dà la sveglia al cuore di mattina.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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