Di bosco andar
Rivolgo a Voi, popolo sottile di angeli nascosti,
divine brume di alloggi coperti di faggi e foglie
di colorite cappelle a giacigli perpetui.
Tra Elfi e funghi, di soffici muschi lavati di brina,
pongo attento i mie passi a cercar segreti bassi
a condurmi oltre ciò che non oso attendere.
Deviato da odori lacustri, reco lo sguardo attonito,
e tra porti di rane che attraccano operose
scorgo guardingo anfibi curiosi dai baffi ricurvi.
Or sereno procedo lento a seguir clamori e fischi,
di creature alate e atterraggi di colori e penne
paiono una festa e cordiali libellule salutano.
Procedo e m’accingo maldestro tra rovi e more,
irto di smorfie in viso mi calano raggi
a sembrar aperte mani, rami di quercia a chinar.
M’accoro a sollievo cuore di cotanta beltà,
sporgo di palmo un verde cespuglio
e mi è cara d’abbraccio, l’erba di piede calpesto.
Ospite ingrato tra colline di celesti fiori,
spinto dal vento mi sollevo d’anima
tra papaveri piegati da nuvole piene e riflessi.
Un tratto cedo e rovino di schiena, di cielo così,
mi vesto attorno dove spezzo sorrisi e fiato grosso
m’alzo presto d’un girotondo di balli e festose grida.
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Commenti (1)
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Marco Canonico Baca81756 agosto 2007
Tra fiaba e natura, una poesia che fa sognare.Letta con immenso piacere.
