Il foglio bianco
Gesuino Curreli
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Facciamo che non ho niente da dire
e mi affaccio sul foglio immacolato
per disegnare il sogno sconfinato
che non avrò tempo e modo di finire.
Allora mi soffermo solo ai segni,
all'ombra che ravviva per contrasto
la luce e il desiderio così vasto
di concepire un senso che m'impegni.
Il bianco vasto e lindo che confonde
come al nocchiero il mare se il sestante
ha perso l’orizzonte ed il levante
non è più una certezza in mezzo alle onde.
Ecco comincerò non so da dove,
né dove finirò per dire... cosa?
nel foglio che soggiace a versi e prosa,
in ripetute e mal riuscite prove.
Quanto si muove e brulica l'attesa
per riannodare i capi di un discorso
interrotto, e quell'altro mai percorso,
rimasto là come una borsa appesa.
Non giace avanti a me tutto il sentiero
in cui vorrei piantare erbe fragranti
né più ricordo il vezzo degli amanti
che alle pupille lasciano il pensiero.
E' spazio che mi inonda e mi frastorna,
nel vago e più completo smarrimento
del bianco che, impaurito, al mio lamento
si chiude come un fiore quando adorna
un tumulo, ed il lume é contro vento.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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