Goccia
E come goccia di pioggia
avvizzita, scarnificata,
disanimata,
precipito inerte
sul vetro del mio vivere
disabitato.
Già incombe il baratro
al limitar di questo approdo
stentato,
e già divampa
il sole del meriggio
che dissolve.
Tra cocci aguzzi
impazzisce
un rifluire d’alba.
Si squarta delle nubi
il volto che t’appartiene.
E nel folle balzo
nuovo scherno
mi avvilisce.
©
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