Foto di una scolaresca del 1880
Osservo.
Mi fissano con occhi muti,
che di sogni acerbi
già ricolma la sorte.
E già sui loro volti assenti
il dolore ha inciso
il suo aspro solco.
Non hanno nomi,
solo la memoria
che alla mia memoria affidano.
Non hanno meta,
solo i passi
che ai miei passi affiancano.
Ma come da una fessura sghemba
un soffio di luce inonda
e rischiara la stanza,
così a poco a poco
di pietà e tenerezza le loro vite
la mia ridestano
ed un folle tepore
per un istante ci rincuora.
Ma ecco da lontano
una voce di fanciulla
tintinna.
E nuove eternità
ricolmano d’assenza
quei volti dolenti,
e questo mio docile e rapido
in loro svanire.
©
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