Bestemmia e preghiera
Gesuino Curreli
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Ascolta la bestemmia, onnipotente,
l'imprecazione, l'ira e la paura
di questa notte del pensiero, scura,
che sta al dolore umano indifferente.
Non osi il sole tingere carezze
su quest' avida stirpe subumana
che fa deserti, morti, e si allontana
con arroganza e misere certezze!
Senti il peccato mio provocatore
che nulla può davanti alla sciagura,
o Dio, se puoi sanare la sventura,
accendi ancora il lume dell'amore.
E l'uomo che non frena il suo delirio,
beve fremente il sangue di innocenti,
divora il tempo con nefasti eventi
sulla terra coperta di martirio.
-E' questo l'urlo!- No, non lo trattengo.
E l'impudenza mia non ha ritegno,
non penetra la luce del tuo regno
in questa landa cui, triste, appartengo.
Fammi sentire qui la tua presenza,
concedi allo sconforto ogni riparo,
prosciuga l’ira dentro il cuore avaro
che detta all’ emigrante la sentenza.
Porgici almeno un filo di speranza
sicché le rotte amare abbiano infine
approdo ad altri mondi il cui confine
sia comprensione umana e tolleranza.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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