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Riflessioni 3 settembre 2015 · lettura 1 min · 1622 letture

Senza titolo

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Madre, t' imploro, prendi la creatura e stringila al tuo seno, fai che senta la mano sopra il corpo, la rasenta l'estremità di un'onda ed ha paura. Cogli con lei le lacrime che freno, le tante che vorrei versare ancora, tienila per la notte ché l'aurora non ci racconterà di un dì sereno. A cosa serva vivere – domando - se giunge fino a tanto l'abominio, la cecità dell'uomo e lo sterminio di corpi inerti, poveri allo sbando? Ma dove sei, perché l'hai abbandonato? O madre sfortunata, la premura non é servita a niente, e per sventura tu dormi chissà dove, e in quale stato!
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L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (3)

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Melina Licata4 settembre 2015

Non ci sono parole per descrivere il dolore e lo sdegno di fronte a tante sciagure del mare... L'autore descrive bene i suoi sentimenti e lo sgomento per ingiuste sorti! Molto apprezzata!

Grazia Denaro4 settembre 2015

Una nuova immane tragedia, continua a toccare in questo nefasto nuovo millennio, le coste europee che si cercano come ancora di salvezza. Ma la morte continua a ghermire al di là ed al di qua del Mediterraneo. Una lirica che tocca il cuore e fa pensare con apprensione al futuro.

Enrico Baiocchi4 settembre 2015

Versi dolorosi, imploranti e purtroppo rassegnati, versi che raccontano con troppa verità la nostra incapacità di essere umani, versi che incorniciano una foto che la presunta dignità dell'uomo ha cercato di nascondere, perché questo è l'unico modo che conosce per rifiutare le proprie responsabilità, NON VEDERE. Una lirica che esprime tutta la sua amarezza già nel non avere un titolo, quale titolo si può dare a tanta angoscia e indifferenza verso i nostri simili?