L'acrobata
Da una finestra grigia,
nel primo freddo d’autunno,
si spandono le risa dei bambini.
Giocano agli acrobati,
un’assicella in bilico su una pietra squadrata
e poi su e giù, salita e discesa.
Chi non ha mai provato?
Ricordo che mi incuriosiva scoprire
il punto esatto di equilibrio
e restavo lì sospeso,
spostandomi appena per cambiare la pendenza.
Esiste anche nella vita un punto
in cui l’inclinazione cambia.
E per me è giunto.
E’ quel momento, improvviso,
in cui i ricordi sono più numerosi
ed intensi delle speranze,
ed i rimpianti più accesi dei desideri.
Ma indietro non si torna.
E’ inutile diventa il gioco dei travestimenti,
il novero delle miserie che ci travolgono,
perché da quell’assicella si può solo scendere.
Ed io mi accingo a percorrerla
con rassegnato stupore,
cercando,
per quanto possibile,
di non volgermi all’indietro.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!