Tuscia
Cocci di lavagna sparsi in terra
come frammenti di prezioso bucchero
che un industre artista dipinse
prima che il fuoco ustionasse l’argilla
ed un maestro sagace imprimesse
segni e parole oggi mute sul vaso,
ricco così di astrusi ghirigori
nei quali è raccolto l’umano scìbile
E tu giovanetto in corta tunica
che Porsenna e Camillo di emulare
sogni e svagato la lezione scordi,
leggi ed impara le icone sul vaso,
che i segreti della guerra ti svelino,
onde diventi più certo il comando
nelle tue mani trasfuso dai padri,
cui soggiacque l’Etruria cui soggiaccion nemici,
Così la mente nostra va lontano
immaginando i sogni ed i pensieri,
a tanto indotta da fallaci aspetti;
chi sa se l’animo d’un dei giganti
tra i pensatori c’hanno concepito
modi cruciali d’intendere l’uomo
o di sconvolgere il mondo con atti
inauditi sia stato inconsciamente
spinto da un accecante lampo, nato
da cocci di lavagna sparsi a terra?
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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