Settembre
Giace la campagna
sotto un cielo screziato di vermiglio
mentre un deserto di silenzio la riveste
e solo un tuono sordo
di lontan risuona.
Tace lo strider furente di lame
che stremata elemosina ti ha reso
nello spirar morente del giorno.
Ed esitano gli astri
nel mirar di macerie
lo sfacelo ed il morir.
Nel crepitare aspro
che superstite resiste
un dileguar di fronde
s’ode nel vento stormir.
E nell’alba che d’esitar s’adorna
un commiato senza fine sorge
ed a novella notte s’abbandona
quest’ermo canto che s’offrì.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!