Lunga attesa
Cinico il destino,
rimuove, aggiunge le pedine
a suo piacimento...
Quante volte... il tavolo
impregnato di perché
pace più non trova,
Caso più non faccio,
alle notti amare di lacrime,
copiose addormentano giorni felici
Distrutto il robusto corpo
dal tuo urlo di 100 Fender,
unico assolo... dolore unico.
Impotente...
svuotata e indifesa
i ladri han fatto festa
Puro era il cristallo,
buio atroce...
infiniti pezzi son smarriti
Legato a codeste catene
immobile son le azioni,
nulla può fermare la mia rabbia...
Le sofferenti parole
spontanee nascevano
nel solitario silenzio
Il faro guida costruirò
con l’aiuto delle fiamme amiche
allo scopo d’illuminarti...
La strada del ritorno,
dove abbracci e incitamenti
saranno la tua energia
Io con pazienza... il tuo rientro aspetterò...
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Commenti (1)
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Luciano Capaldo22 settembre 2015
Una sofferta quanto efficace dedica ad una amicizia interrotta ma sempre in attesa di essere ripresa. Verseggiata con fluidità e grande musiclaità che ne rendono il contenuto piacevole al lettore... catturato.
