Lettera num. 322
Mi affaccio all’attesa, cado sospeso tra vincere o perdere, sogno di vivere o rinascere... Un’ agopuntura consola
Mi affaccio all’attesa, cado sospeso tra vincere o perdere, sogno di vivere o rinascere... Un’ agopuntura consola
Respiro ogni istante, respiro ogni ricordo, respiro il tuo viso ignudo e freddo, Ricordo ogni tuo gesto, ricordo ogni
Egoista per la società sincero per la setta cretino per me. Re per i saggi boia per i diavoli schiavo per
Scappa il codardo incapace, i compagni smarriti dormono sotto le montagne Un fratello vive nella prigione dove muore la
Fiorisce l’alba, il decalogo del mattino infonde pienezza ai sognatori, docce fredde ai pessimisti. Quante stronzate s…
Il mio ascolto dimenticato nel tram di fine giornata, spedito era il passo verso la gola del ponte di sola
Scricchiola la porta urlano i fili sporchi ricamati di rosso da una tela risorta di nostalgia, ingenue quei petali di
Strana sensazione volteggia il freddo perpetuo, aria malsana di bruciante buonismo luccica negli occhi dei falsi, degli
Canzoni sospinte dalla leggerezza di quel jukebox mastodontico accarezzar vanno nelle nostre tenere menti, “Campioni d…
Bisogno ho di riaccendere i sentieri calpestati in ingenua età, far ritornare i nefasti scolpiti nei solchi
Scende il flauto pavone a risuonar l’acqua nei graffiti della notte oscura Fresca l’attesa si accende la soffitta di
S'infratta la collina nell'alba tinta di foschia colorar la terra di fango, acre di nera polvere Sguazza il giovane
Nel nido stesi i panni di questa luna, riservata manda giù l’ipocondria nelle feritoie di ogni afflato
Balla estraneo al battito della folla chiassosa, mai arrogante a gran voce sudano il vibrato, seducente lecca ogni
Cielo, pieno sei d’ostacoli disturbato dal delicato slalom di un svolazzante gabbiano Il vapore di una scogliera copre
Perfido fa tacere i dolci sonni delle voci trasversali, all’oscuro brama il calcolatore Il prezzo della
Un commando al trotto strega la strada dell'accesa città ungendosi la fantasia, solitaria incendia la
Leggera la cenere inghiotte le dune inebriate dal fascino della signora morte dimora di quel tunnel introverso e
Cavalcavia incompiuto evapora la salda certezza di respingere fiori illusi dagli pseudo samaritani dell’ultima
Poltrone nel vigore d'intense attività or giacciono nella gloria Pellicole fatiscenti d'intoccabili cult or
Vellutato tabù scodinzola nell'immagine di un volo meschino, illuminato il costume bugiardo vende
La ruota fischia alle armi bianche, calpestate decadono in sordina mischia Fratello di leva angelo della
Il rancore si palesa, muove i suoi passi con astuzia si plasma in una fune distesa, Poveri cristi incoscienti tirar
Assopita la volpe nella rupe gongola di uve e cimeli assai brillanti di colpe, Sporchi i trucchi della bestia
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