O cielo

Ora cambi sovente o cielo
mistiche nubi con aspetto fiero
riempiono quel tuo limpido vuoto
e il sole malato lo fanno prigioniero.
Cresce di colpo il vento
un tramontano bastardo lancia la sfida,
avvolgente carezza di natura
pieghi e modelli a tuo volere senza paura.
Incede il passo lungo la resola
pietre e ghiaia han fatto presa
sull'argilla appiccicosa di golena
e il piede sobbalza sulla punta acuminata.
Vai cielo tu sei la fonte del mistero
in questa tua metamorfosi,
lanci il guanto di sfida e sei un duro
mentre mostri cattivo il muso nero.
Ora gonfia e rimbomba la musica stonata
e quel Flash e poi lo schianto addita,
e la goccia segue subito ardita e decisa
temporale di stagione a mutar visione.
Allunga il passo o viandante e cerca riparo
qui sotto sei come un pulcino nero,
indifeso e fuori- luogo questo tuo esercizio
attendi quatto che ritorni la quiete e l'armistizio...
niente puoi contro le forze aliene dell'alto
tu misero fuscello in balia del tempo.
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Commenti (1)
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Giacomo Scimonelli2 ottobre 2015
nulla può il misero uomo dinanzi la natura... può solo attendere che torni il sereno... una magistrale descrizione del cielo cupo e nero pronto a prendere il sopravvento ...versi come sempre fluidi, melodiosi ed incisivi
