Pensiero indelebile
Come un tempo
ancor prima dell’inizio
confuso un suono di lotta fra pulsioni
diverse mi agitava notti e giorni
e me stesso falsava ora all’uno, pur incerto,
atteso ora all’altro. imperioso ma pur esso
altrettanto insicuro. accorrendo
senza riguardo alcuno del lavoro
che nel pensiero indagando cercava
un sentiero che almeno recasse
un motivo per esser seguito.
che desse un senso all’angoscioso vagare
tra bivi dolorosi a me del tutto ignoti.
Adesso, al chiudersi della vita,
al gradino che mai vivente discese.
non più di scelte ma di loro senso
tuttora teso a scoprie radice
mi arrovello e i perché si fanno legione.
Oppresso, senza apparenti oppressori,
abbandonare dovrei il duello
con me stesso iniziato e condotto via via
con alterne vicende. ma già vedo
che il mutare è soltanto una mera utopia.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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