La mia malinconia
La mia malinconia
è una cattedrale
disadorna,
disanimata,
dove acre s’esala
un salmodiare che scroscia
e si contorce.
La mia malinconia
è una trincea
pietrificata,
impenetrabile,
dove sbalzano scaglie
d’inariditi stenti.
La mia malinconia
è un’emorragia
che s’inarca
e si disgiunge.
Ma è gravoso
questo impervio vegliare
che divampa senza tregua.
E’ solo il preludio
ad un ingannevole approdo
di nenie concentriche
dove tremolano
taciturne chimere.
©
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