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Sociale 3 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1839 letture

In una notte alla fine del buio

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Dietro... tensione e paure velate, davanti... il veleno di vie perdute, nello strazio di una violenza subita sarà il tango l'arma della salvifica vendetta. Stringilo tra le braccia nell'ultima mortal morsa, avvinghiati al suo corpo com'edera che copre e divora, sia la fluente chioma benda del suo mal d'amore, tu che tanto hai avuto e nessun bene rimane. Circondati d'armonia ma non sai scordar la metà di te rapita in una notte alla fine del buio, le torture e quel dannato volo di morte, nemmeno un corpo da accarezzare con gesti di dolore. Non servirono proteste e grida, disperate invocazioni a un marito desaparecido, dietro porte chiuse da un potere malato lasciasti l'anima, non la voglia di sangue. Guardalo negli occhi, lui è il nemico, segui il passo sicuro sulla scia di una musica perfetta, ti regalò una rosa rossa di passione ardente, ma le spine son coltelli per te che non vuoi dimenticar.
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"Le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l'ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri". Sandro Pertini.

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Commenti (12)

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Anna Di Principe3 ottobre 2015

Poesia ricca di metafore originali e profonde... abile incedere di un ritmo interno al verso. Immagini precise e puntuali (vedasi la stupenda nota) dai sentimenti profondi. Grande capacità di cogliere le violenze di un regime dittatoriale, che silenziosamente cresce e s'espande, e trasformarle in versi che sanno trasmettere profonde emozioni e sensazioni .Pregevole l'amalgama della memoria umana, che si ribalta nel presente socio- politico. Autorevolezza espressiva che si fa voce tra passato e presente. Straordinaria opera meritevole di un ammirato elogio.

Grazia Denaro3 ottobre 2015

Le dittature che io aborrisco, hanno portato sempre lutti e dolore come nel caso dei desaparesidos, enigma sulla fine di persone innocenti, imprigionate, vessate, torturare ed alla fine uccise senza un perché, perché chiedevano giustizia e libertà. I loro corpi scomparsi, non si è potuto piangere sulle loro povere spoglie. Orrori senza fine perpetrati per anni su anime innocenti. Gettati nei fiumi dove ormai non c'è più traccia di loro. Due generazioni di vite stroncate. Bimbi a cui hanno rubato identità dividendoli con crudeltà dai loro veri affetti. Una lirica che toglie il velo a determinate efferatezze di cui sono capaci uomini biechi e crudeli. Il mio plauso a questa lirica

Daniela Dessì3 ottobre 2015

Una pagina di storia contenuta nell'eloquenza di questi versi da cui si percepisce la disperazione di coloro che hanno subito un grave torto, la violenza subita da un regime dittatoriale che come sempre è causa di dolore e ne fanno le spese vittime innocenti.

Luciano Capaldo3 ottobre 2015

La giustizia e la libertà hanno avuto sempre ed avranno sempre un costo insopportabile. Ogni dittatura si contraddistingue per i soprusi in atto ma c'è qualcosa che va oltre; il non senso che spinge ad aumentare sempre più questa violenza proprio alla ricerca di una giustificazione che non esiste . la violenza quindi ne produce sempre altra ma solamente da un lato. Pertini docet. Molto piaciuta.

zani carlo3 ottobre 2015

Sulla scia di sangue... tutte le dittature ne sono ricolme. ...si muove sotto traccia questa bella e complicata (marchio di fabbrica del poeta) poesia... interpretando i pensieri e le opere di persone che hanno vissuto sulla loro pelle le barbarie piu nefaste... un plauso per stile e metafore... una storia da conservare... per mai dimenticare.

Paola Riccio3 ottobre 2015

Opera immensa per contenuto, linguaggio moderno, mai banale né scontato né fossilizzato in schemi d'altri tempi. L'autore si distingue per impegno, contenuto e immagini degne dei più grandi scrittore. Ammiratissima.

carla composto3 ottobre 2015

La dittatura toglie la dignità la libertà. ...una lirica impreziosita da intense metafore da versi incisivi propri del bravo autore... un poetare ricco nello stesso tempo elegante n nostante il tema importante ...un inchino a questo splendido lavoro...

Rosita Bottigliero3 ottobre 2015

Una lirica che lascia amaro se solo si pensa al dopo... Sono versi profondi, veri... molto apprezzata

Sara Acireale3 ottobre 2015

Come non condividere? L'ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri. Questo non è ordine ma è estremo dolore, è morte della democrazia e dell'anima, è morte dei diritti più elementari. Versi che mi hanno dato una scossa. Il Poeta, col suo stile impeccabile narra in versi un'orribile pagina di storia: la storia dei scomparsi, dei desaparecidos... Quante ingiustizie nel mondo, quanti crimini impuniti! Penso, comunque, che niente può eguagliare l'INGIUSTIZIA dei crimini impuniti di quelli che fecero scomparire persone (uomini e donne che lottavano contro il regime dittatoriale) in Argentina. Una pagina di storia che non bisogna mai DIMENTICARE, affinché tutto questo sia di monito per le generazioni presenti e future.

Antonella Garzonio3 ottobre 2015

Solo apparentemente più ordinate, in assoluto mistero la sorte degli arrestati rinchiusi in luoghi segreti di detenzione. La memoria dovrebbe insegnare la sacralità della vita, ma non avviene, se il sacrificio di quelle morti fossero in cima ai pensieri di chi esercita il potere, forse avremmo un futuro senz'odio. Un grande testo... complimenti!

Rosetta Sacchi3 ottobre 2015

L’apparenza inganna, la dittatura non è sinonimo di ordine, e l’ordine non viene da un’imposizione o da uno stato di cose che non consente l’esercizio della parola né contempla la possibilità di sollevare obiezioni alle regole. Paura, violenza, silenzio, prigionia fanno della vita una gabbia, nient’altro. Versi da leggere e su cui riflettere, versi che sono pagine di storia, testimonianza di una realtà in cui regna una totale assenza di democrazia, e di cui non possiamo non serbare memoria.

Daniela Zarriello7 ottobre 2015

Sempre accorata, ricca ed elegante la poetica di Paolo che si accende di passione con versi impegnativi e importanti su di un periodo di dittature che ha segnato la storia di paesi come il Cile e l'Argentina. Mai dimenticare...