Amico fiume

Amico Arno che desolazione
tutt'intorno regna il sudiciume
mentre tu placido vai a destinazione,
sacrileghe mani ti sfidano anonime
e lasciano intorno la vile maledizione
offesa si grande che imbratta e opprime,
la fiera dell'ignoranza non dà sapore
e il regalo d'inciviltà fa piangere il cuore.
Come puoi fratello non ragionare
quest'abuso fa solo tanto male!
Tu sfidi la ragione e il senso di pudore
in questo tuo cervello dov'è il sale?
La natura è tua sorella maggiore
non impiastrarla col gesto vile
e va l'acqua e soffre ... verso la foce
mentre singhiozza, non la senti la voce?
Un gesto sublime la carezza di pace
per ogni angolo sperduto tutt'intorno
e tu verde frasca alza alto l'indice
o sentinella allerta che dai ossigeno buono
fai veder ai codardi la tua forza truce,
e folgorali all'istante e si lampo e si tuono:
muore la ragione abbandonata in alto mare
e ogni giorno si fa buio ... pregno di dolore.
Cantare una canzone calda d'amore
in un tempo nuovo che riprenda il suono
e tu ragazzo sul banco cerca d'imparare
un gesto pulito come mirabile dono,
e quelle di oggi siano solo coscienze ignare
nel tuo modello cancellate come veleno,
la scuola della natura lei ha un alto blasone
rimettiamoci in fila motivati con educazione.
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Commenti (1)
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Claudio Arzani arzyncampo13 ottobre 2015
Bene la proposta di una lirica supportata da una base 'tecnica' che rimanda alla tradizione. Per il resto ... sai quanti debiti abbiamo nei confronti dei nostri fiumi troppo spesso violati per bramosia economica o per semplice incuria! Bene dunque affrontare il tema anche con i versi d'una poesia.