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Riflessioni 4 ottobre 2015 · lettura 1 min · 1770 letture

Canto "a tenore"

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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Che cosa mi commuova non comprendo di questo canto querulo e ruspante che in gola si fa ruvido e vibrante al richiamo solista, e io mi accendo. E' un'eco, non é voce, la si sente come che ci piovesse giù dai monti, da cieli e lontanissimi tramonti calati su un'altr'era, fra la gente. Porta malinconia perfino il tempo cadenzato del ballo a girotondo, fiato giunto fin qui da un altro mondo che noi sentiamo come una bandiera. E' ninna nanna, pianto, una preghiera di un popolo che sa della natura, di pascoli, di fiere, e della dura lezione che aborrisce la chimera. E' un fossile che penetra e difende l’affascinante incognito e perdura nel gravido rumore che ci offende in questa età magnifica e spergiura.
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"a tenore" da non intendersi nella accezione corrente del termine italiano, ma come viene letteralmente chiamato nella più parte dei paesi che tengono vivo questo canto dalle origini antiche e misteriose, oggi annoverato dall'UNESCO fra i beni immateriali dell'umanità.

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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