Canto "a tenore"
Gesuino Curreli
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Che cosa mi commuova non comprendo
di questo canto querulo e ruspante
che in gola si fa ruvido e vibrante
al richiamo solista, e io mi accendo.
E' un'eco, non é voce, la si sente
come che ci piovesse giù dai monti,
da cieli e lontanissimi tramonti
calati su un'altr'era, fra la gente.
Porta malinconia perfino il tempo
cadenzato del ballo a girotondo,
fiato giunto fin qui da un altro mondo
che noi sentiamo come una bandiera.
E' ninna nanna, pianto, una preghiera
di un popolo che sa della natura,
di pascoli, di fiere, e della dura
lezione che aborrisce la chimera.
E' un fossile che penetra e difende
l’affascinante incognito e perdura
nel gravido rumore che ci offende
in questa età magnifica e spergiura.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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