Sogno
Tra i confini della più sperduta terra,
senza una fine.
Non provo a toccare la mia pelle,
perché anch'essa è confine
della mia visione inesplicabile.
Domande non sorgono,
né buie o lucenti,
creazione fittizia
di un presente metafisico.
Sussurri nell'ombra
e una scultura di cenere,
scomparsa nell'effigie della mente,
nel fulmineo sogno.
Donna dalle molte dita,
che sfogliano i miei timori,
dea immortale che crei
facezie d'orrori.
Una sensazione remota.
Vermiglia.
Come d'una fine, l'imminente inizio.
Risveglio.
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