Fiera della vanità
Tacchi a spillo
sulla sabbia inumidita
maculato il pareo annodato
sguardo stanco,
forse annoiato
dietro lenti di un occhiale assai griffato.
Si distende
dopo un giro d'ispezione
quanti sguardi
nella propria direzione.
Spalma il corpo,
movimenti da maestra
ostentando
un lungo anno di palestra.
Ora studia una sexy posizione
alla faccia,
della vicina d'ombrellone
sulle labbra un rossetto evanescente
sfoderando un sorriso accattivante.
Tra riviste di gossip demenziali
trova posto
un ipod ed un cellulare,
non le basta certamente
solo il sole
cerca pure tanta ammirazione.
Andatura da felina
verso l'una
mozzarella e qualche foglia di lattuga,
dio non voglia
che una bella spaghettata,
deformasse la sua pancia spiattellata.
Un bel bagno è quello che ci vuole
non distante,
non ci sono le persone
due minuti la nuotata è già conclusa
tanto basta per bagnare il perizoma,
risparmiando anche la pettinatura.
Rituale di partenza dalla spiaggia
raccattando ogni cosa in una sacca
anche quella religiosamente
di grossa marca.
Tacchi a spillo
con il rischio di cadere
la giornata finalmente si è conclusa,
e con essa,
questo scempio di poesia.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (2)
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Filippo Salvatore Ganci19 agosto 2007
Bella storia ”vanitosa”, ironia e sarcasmo e un pò di comicità ed e poesia.. pure.. questa qua! Piaciuta, lo stesso.
Paolo Ursaia19 agosto 2007
... mi sembra che non sono il solo ad ”amare”certe persone... poesia veramente bella, spiritosa, e cattivella quanto basta... grande!

