Nel tempio del sapere

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Poesia del desiderio di fermarsi, avere radici solide, forse una donna, dei figli. molto bella e malinconica, al poeta dico che chi ha radici vorrebbe avere ali, e che la libertà paga più delle radici. Complimenti.
Uno sfogo quasi! Dopo tanta semina forse il raccolto giusto, per il Poeta, sarebbe raccogliere frutti da suggere in pianta stabile. Sicuramente la libertà arricchisce sia l'animo che il cuore; entrambi stracolmi di esperienze e di bene da poter offrire . Non so se stanchezza subentrata o troppo il vissuto, ma l'autore con versi di grande eleganza e bellezza, è come se volesse rientrare da una posizione tutto sommato invidiata dai più, la libertà! Ad ogni buon conto una lirica che pone il lettore in una condizione di riflessione e di sana lettura. Davvero di grande stile.
Sentirsi parte di questo mondo, sentirsi essenziale nella sua e nella tua esistenza; un viaggio che talvolta sembra interminabile come i confini che non si vedono mai all'orizzonte. Si cresce caro poeta, si diventa consapevoli di esistere osservando i templi del sapere, contando le colonne che lo hanno sostenuto, imparando a visualizzare ciò che era e ciò che è stato. Poi come una poesia si scrivono i versi finali, non perché essa termina ma perché da quel momento inizia il magico momento della vita.
La sete della conoscenza e del sapere porta sempre ad ampliare gli orizzonti con ogni strumento possibile... ma giunge, poi, il momento di un plausibile assestamento e fare un bilancio delle vicende esistenziali . Però ciò non significa fermarsi, ma recuperare un poco della propria essenza pur continuando il percorso tra le colonne del sapere . Una lirica con slanci emotivi e stati d'animo di potente impatto emozionale. Una composizione da ammirare per la valente vis stilistica . Ottimo testo.
Ampliare la conoscenza del piacere è una cosa bellissima perché il sapere è infinito. Ma a un certo punto fa bene conoscere meglio noi stessi, quello che siamo, quello che abbiamo e quello che desideriamo ottenere. col passare del tempo, anche ampliando la conoscenza, abbiamo bisogno di colonne solide che ci ancorino in una direzione prescelta da noi, e ci diano modo di proseguire per le strade che ci portino verso noi stessi, la conoscenza di noi stessi ed i nostri desideri. Il mio plauso a questi versi.
In ognuno di noi il sentirsi scienza pone le basi alla personalità dei nostri giorni. ... versi di grande impatto. ... bellissimi
Bellissimi e sentiti versi profondamente introspettivi con i quali l'Autore descrive sapientemente questo viaggiare fra terre e mari, tra lunghe pagine di storia che arricchiscono la conoscenza, sottolineando, infine, l'importanza che ha il fermarsi nell'ascolto della propria vita, piccola parte di quest'immenso universo, immergendosi e vivendo della sua buona essenza. Il mio plauso per la stesura.
Non c'è limite alla conoscenza del sapere, lo scibile umano è vasto e arrivare al tempio sacro del sapere è arduo. Pare che in Alessandria D' Egitto rivive il "tempio del sapere", una biblioteca che fu distrutta nel 48 a. c dai romani. Pare che sia stata ricostruita e i suoi innumerevoli volumi salvati. Così come sono stati salvati quei preziosi volumi, dobiamo salvare anche il nostro SAPERE e metterlo a disposizione degli altri, come fa il nostro Poeta. I due ultimi versi lanciano questo messaggio: di fermarsi e così (attraverso le conoscenze acquisite) entrare nella profondità del bene che per me è l'Amore Universale...
Sostare per assaporare il bene nella sua profondità, per gustare la conoscenza senza mai sentirci appagati, equivale, pur nella nostra finitezza, a sentirci complici dell’eternità. Questo il pensiero principale della poesia di Pagù, che seppur espresso nei versi conclusivi, rappresenta il cardine attorno a cui ruota il concetto ben chiaro della nota alla poesia stessa. Lo stile del poeta è inconfondibile e la sua capacità espressiva nell’affrontare temi importanti e difficili, è straordinaria. Nel leggere questi versi, mi vien da dire che bisogna tornare a rileggerli perché in essi “ ho visto l’immensità e io piccola parte…”
Mi sembra che abbia espresso nel migliore dei modi ciò che contraddistingue un atteggiamento che tutti dovremmo avere, ossia quello di non fermarsi mai. La meta, le mete raggiunte sono solo un trampolino di lancio per qualcosa di ancora più grande. Vi è un desiderio di espansione come per l'anima il quale dovremmo imparare a fare nostro. Ottima, Paolo
E' difficile aggiungere altro senza ripetersi a quanto già espresso dagli amici amanti di bellezza di saggezza e di profondo bene, ogni commento è un pezzo di fortezza che protegge l'estrema abilità di un artista, un grande uomo con una generosità che cattura, che disseta... e io sono qua a prendermi questo dono che il destino mi ha regalato... io ti conosco Paolo ed è questo già un prezioso bene che mi porta mille sorrisi in "questo tempio del sapere" Chapeuax Paolo.
Il viaggio della vita, monti da superare, luoghi del sapere in cui fermarsi ed imparare la conoscenza e ancora incontri e vite che si incrociano e danno e arricchiscono. Ora si può volere di più e assaporare quella "profondità del bene" quel metter radici. Sempre profondo il poeta nel lavoro interiore.
Immagini del mondo che ci circonda fanno da vera e propria guida nell'addentrarsi in questa opera che riflette la grande volontà di una mente aperta di conoscere con sana curiosità tutto il possibile... in maniera semplice e libera... e di utilizzare tutto questo bagaglio di esperienze acquisito per inaugurare una nuova fase della propria esistenza.
L'essenza della vita, il suo scopo, grande il desiderio di conoscere, ma altrettanto sentito quello di avere radici, di fermarsi dopo tanto errare sulle strade del sapere. Un malinconico osservare, poesia meditativa sulla quale riflettere. Un ottimo testo.
Conoscere, viaggiare attraverso vie che segnano terre e mari appaga la mente, ma il cuore vuole radici e forse la serenità si raggiunge cercando un equilibrio fra cuore e mente. Per questo può valere la pena fermarsi e trasferire agli altri almeno una parte di quanto faticosamente appreso. Leggo molta saggezza in questa tua, è sempre bello seguirti, complimenti.
Voglia di radici, di condivisione del grande viaggio esistenziale mai concluso, in versi bellissimi in cui l'autore si mette a nudo, e così facendo coinvolge il lettore in una atmosfera di intimità. Opera stupenda!
Un inno alla storia, alla conoscenza. Al quale sento di unirmi, comprendendo anche il desiderio finale di capire meglio, di approfondire, di imparare a trovare nella conoscenza accumulata la via per raggiungere il bene. Historia magistra vitae est!
Sì, scoprire se stessi prima di scoprire il mondo degli altri. A volte si guarda troppo avanti ... verso un orizzonte che non si avvicina mai... facendo scorrere il nostro passo inutile sulla strada che ci appartiene, quella dipinta dai colori e dall'amore universale più semplice. Il sapere, scoprire, meravigliarsi, conoscere, sono tutta la nostra essenza di un viaggio che non deve mai lasciare indietro una presenza ineffabile, mistica che ci eleva al Mistero primo che cinge l'Universo: l'arché di un Amore Assoluto che si dona all'uomo per redimerlo…così che lo si possa anche donare, senza mai fermarsi... Storia d'un Infinito che sublima l'esperienza umana per renderla più vera ed illuminarla di grazia. Molto apprezzata...
Versi eloquenti che spiegano quale sia il senso della vita, lo scopo che si prefigge l'uomo lungo il cammino fatto di conoscenza, di grandi aspirazioni, ma al tempo stesso ambisce al bene assoluto che essenza del suo esistere, meta ultima del viaggio sulla Terra.
Quando leggo una vera poesia, riesco a vedere nella mente, le figure che rimbalzano tra una frase a l'altra, come in un sogno. In questa li ho visti, complimenti.
L’autore, si rivolge a quel tipo di Spiritualità, irrefrenabile e ancestrale, che, filosoficamente e religiosamente, sottintende all’ignoto mistero, che avvolge ogni cosa, pur nascondendosi negli abissi dell’inconoscibile processo che la anima. Interessantissima opera, che richiederebbe parecchie pagine di attente riflessioni. O si crede oppure non si crede, la verità, giace nello spirito dell’uomo ed in quelle arcane radici, sepolte, chissà dove. Meravigliosa lirica, letterariamente apprezzata e condivisa!



















