Menandro
Lenti passi si trascinano sulle
marmoree lastre, per la pena avanti
tratti strisciano antichi piedi, poiché
le verdi forze che allora miste al sangue
tumultuoso nelle vene forti
scorrevano veloci sono spente
ma il ricordo recente muove loro
ad emulare quel ricordo stesso
nei goffi tentativi che impietose
muovono risa. E quando all’agorà
salgono i vecchi senatori sorge
muto un coro di lamenti inusitati:
la piana che s’inerpica pian piano
fino ai templi fastosi sembra loro
una distesa immensa di roveti
che con le spine uncina loro toghe
impedendo il cammino, rallentando
i movimenti e si stizzisce l’uno
e un secondo si duole e silenzioso
forse un altro a Zeus si raccomanda.
Patres illustri, voi però sapete
anche se ognuno di scampar sperava
che è destino comune: la vecchiaia
sempre è stata scortata da una schiera
di mali che diventano più gravi
man mano che il percorso della vita
si fa più lungo- Ben disse Menandro.
muor giovane colui che al cielo è caro.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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