Solo
Mani solerti
i gesti andavan replicando,
le punte dita rapivan spettatori
la maestria del recitar l’esistenza brechtiana
prezzo non aveva... beata sia l’ingenuità!
Ultima battuta lanciai
schioccando lo sguardo...
Sipario. Buio...
Scena, luci e fonia in punta di piedi
chiusero il teatro...
Incosciente sono stato,
la prigione mi son creato
strillar carità... atto inutile,
nessuno ode... l’oblio bussa,
l’anima decade...
Messer Odio
amante fu per me,
l’immenso suo repertorio
affollò la testa...
Aspettando Godot sembrò riviver
Anni in fretta filarono,
approdata fu la pazzia nel corpo
morente di dolor e sofferenza...
scritto è il mio finale?
Colpo di scena!
Luce e gloria
portò il custode... mio salvatore,
docile e paziente
mi conduci verso la rimonta,
grato ti sono.
Fatica mi dona
salir l’elevate e ripide scale,
venia riposa nel cuor di pelle,
sgomento facile riportar
i rimpianti strazianti...
Idiota IO
non invocar forte... i miei Saggi Amici,
laddove le labbra mie pendevan ai lor consigli
ormai questo importanza non ha più...
e come un collega di Firenze disse...
Insieme a loro...
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
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