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Amicizia 11 ottobre 2015 · lettura 2 min · 1055 letture

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Alessandro Borghesi 72 poesie pubblicate
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Mani solerti i gesti andavan replicando, le punte dita rapivan spettatori la maestria del recitar l’esistenza brechtiana prezzo non aveva... beata sia l’ingenuità! Ultima battuta lanciai schioccando lo sguardo... Sipario. Buio... Scena, luci e fonia in punta di piedi chiusero il teatro... Incosciente sono stato, la prigione mi son creato strillar carità... atto inutile, nessuno ode... l’oblio bussa, l’anima decade... Messer Odio amante fu per me, l’immenso suo repertorio affollò la testa... Aspettando Godot sembrò riviver Anni in fretta filarono, approdata fu la pazzia nel corpo morente di dolor e sofferenza... scritto è il mio finale? Colpo di scena! Luce e gloria portò il custode... mio salvatore, docile e paziente mi conduci verso la rimonta, grato ti sono. Fatica mi dona salir l’elevate e ripide scale, venia riposa nel cuor di pelle, sgomento facile riportar i rimpianti strazianti... Idiota IO non invocar forte... i miei Saggi Amici, laddove le labbra mie pendevan ai lor consigli ormai questo importanza non ha più... e come un collega di Firenze disse... Insieme a loro... E quindi uscimmo a riveder le stelle.
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