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Sociale 12 ottobre 2015 · lettura 2 min · 671 letture

Il giorno che langue

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Giancarlo Fiaschi 775 poesie pubblicate
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Sono immagini sbiadite quelle di un oggi che lancia proclami e sistematico disattende, tutti alla mangiatoia disposti a bocca aperta ma a troppi invece di biada arriva pula. Nelle querelle di parole a tutta voce paga sempre dazio la limpida nozione, solo proclami virtuali senza sostanza dove il privilegio mai abbandona la stanza. Chi ha avuto ... ha avuto ... questo è il ritornello della vita si fa per i poveri e non si cede una virgola: strana commistione nella pubblica opinione. In questo giorno che langue manca il sale si spara grossa e si fa a gara l'imbonitore, la giustizia langue e si ricama sul particolare mentre il vitello grasso ingurgita sempre più foraggio. Umilianti immagini di decadenza opprimono ... dov'è il sogno?- Dov'è la speranza a piene mani che colorava rosea il domani? - Solo oscurate visioni in bianco e nero nella foschia che sale. Non è solo un immagine autunnale che distoglie e nasconde il particolare, non c'è lotta e non c'è speranza senza regola ... solo un arrampicare sugli specchi e la ragione scivola. Scorribande di predoni lungo ogni sentiero a succhiar il nettare vitale e la vita muore, agonia di mandria lasciata allo sbando senza più ideali e aridi pascoli avvelenati. Piange la ragione e muore il pensiero universale di quella pace messa sempre più alla gogna, sempre più gonfia è la faretra e lanci il dardo e un fuoco senza senso brucia assassino nel mondo.
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