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Riflessioni 19 ottobre 2015 · lettura 2 min · 1375 letture

Vite perdute

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Ora le strade si fanno solitarie. risuona ancora l’asfalto bagnato lucidissimo di passi frettolosi eppure stanchi; irregolare echeggia il passo d’uno zoppo stremato, di contro al cielo scuro che giallo rigurgito rilascia della vecchiezza muffita delle mura decrepite, fatto d’acquiccia grassa spremuta di disagi ancestrali e vecchie liti quasi dimenticate che lo squallore d’ogni giorno rinnova, rimasugli nauseanti di morto orgoglio e di morta bellezza. Lampioni boccheggiano scoppi di voce nei diverbi dietro le tende segrete di mussola gommata.- Per la via brusio di vite desolate inutili decessi di vecchi stolidi e di bambini prodigio cui stessa fine impari il Destino assegna sogghignando. Per la via un silenzio di tomba annuncia la morte di Mozart e di Raffaello . Né fiori né opere di bene solo una tacca in più sul legno della falce della Morte. Sono stanco, il mio fiato è uno spessore gelido sopra il gelo che ho dentro. Aspetto, stalattite di me stesso che la stanchezza dell’attesa attenda ancora un poco, il domani è lontano nella nebbia dell’alba ghiacciata attendo un solo raggio di sole.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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rosanna gazzaniga21 ottobre 2015

Emana un senso di lucido sconforto questa riflessione che in un poetare profondo si sofferma sull'imparzialità della vita che porta alla smemoratezza di persone e cose... decessi di vecchi stolidi e bambini prodigio... nulla si salva sotto la falce gelida del veloce tempo.