La fiascaia

Tempo di ieri dove un arte muoveva le mani
in quell'intecciar di sala e salicchio era lei
maestra in quell'arte di trillar quest'erbe di natura,
in quel rivestir il vetro ignudo c'era estro
e dinamico saper di mestiere genuino e antico...
mentre oggi solo la plastica tira la volata.
La madre terra sempre ci regala generosa
e lungo il fiume in quell'umidore sala e salicchio
sempre più decise dalle radici spiccano il volo,
tagliate nel mese giusto e regalate al tepore
materie così essenziali a prender la scena,
ben manipolate davano leggerezza e brio.
Di mattina presto con brinata e tramontana
io ti vedo o semplice fiascaia con quel carretto,
presentarti davanti alla fabbrica del vetro
e mettevi su ignudi fiaschi di vetro infreddoliti
e mazzi di erbe vegetali dal sole tesi e ben asciutti...
pronti a danzar fra le tue mani d'oro e far l'inchino.
Oh tempo di ieri ... quante pagine sgualcite sul diario
quanto via vai col tuo carretto per dare lustro al tuo estro,
a mazzi ben legati come facevano figura i fiaschi vestiti
ben protetti sotto e lungo i fianchi tutt'intorno fasciati,
mentre sopra solo intrecci particolari e leggeri...
la tua impronta era una firma d'autore a due mani.
Quanta storia e quanti lavori lungo il solco
scrivendo pagine inimitabili quando solo il poco
lasciava una traccia vera e dava sapore alla vita,
in quel tempo dove lo sperpero non era di casa
anche tu hai fatto bella la vita o generosa fiascaia:
nel tuo mestiere, sempre hai menato la danza in armonia.
©
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