Ave Maria di Gounod
Gesuino Curreli
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Cresce l'abbraccio dell'Ave Maria
col suono degli ottoni e dei violini,
e l’orchestra mi chiama ai più vicini
ricordi che ritrovo per la via.
Ottobre già ai sussulti del trapasso
rivolge il cielo bianco, e mi rimanda
ad altri giorni sotto la veranda
in cui seguivo il tempo passo passo.
Da giovanili, ingenue esuberanze,
ai tempi più compiuti e più severi,
alle deluse attese ed ai pensieri
assetati di intrepide speranze.
Ma poi il diluvio che non frena l'ira
ci picchia con soverchia cattiveria,
il tempo lì si ferma e la miseria
recita la tragedia, e non respira
l'amabile disegno coltivato.
La musica conquista la memoria,
cesella luci ed ombre sulla scena,
e la serata che si apriva amena
si chiude con un Pater, Ave, Gloria.
Mi adagio, vinto, sulla partitura
scritta per solitudine ed orchestra,
così un uccello giunto alla finestra
mi dà il suo canto dolce per natura.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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Alberto De Matteis22 ottobre 2015
Attraverso le parole che hanno via via un crescendo musicale da stupire il lettore, mi par di udire ed ascoltare in religioso silenzio le dolcissime note dell'Ave Maria di Gounod, intervallate dalla descrizione poetica e ritmata, da Poeta vero, di immagini veramente belle e suggestive. Il mio più sincero plauso per le emozioni suscitate in me

