Sensibile
Elena Poldan
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sono morta cento volte
fra indifferenza
e sete sepolta
issando la mia croce
ho decretato la fine
dentro giorni troppo lunghi
e notti troppo corte
veleno di cortocircuiti cerebrali
alle soglie di vagiti ancestrali
sono morta cento volte
senza che nessuno
se ne accorgesse
o guardasse
sotto passi frettolosi
dentro pomeriggi penosi
in pozzanghere fangose
annaspa l’anima sfocata
sono morta cento volte
per mano della mia follia
che spinge e urla
senza reticenza
dietro una persiana
dimenticata
per poi resuscitare
cambiata
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Francesco Rossi30 ottobre 2015
Quante volte la nostra personalità viene messa in discussione dalla nostra mente, un atto doveroso di pura follia che chi non ce l'ha non riesce a sentire le piccole onde intermittenti di una spiccata sensibilità.

