Presa di coscienza
Elena Poldan
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il lupo non era poi cosí spaventoso
fuori dal bosco di cappuccetto rosso
cede la maschera
l'impalcatura sormontata dalla paura
allentata la morsa si distendono nervi
scioglie lacrime ritrovata cura
é un macchinista davvero bislacco
quello che guida il mio cervello
che spesso deraglia
mi devasta e travolge
conducendomi in lande oscure
senza vita
e d'ululati minacciosi popolato
ma di carta è il senso dei matti
che dicono cento
e afferrano uno
in questa vita che risplende e dona
un universo di gioia
anche quando il merlo piange
e la quercia muore
perché il mare raccoglie
e nessuno ignora
e se una vita finisce
continua la sua storia
altrove
dove tutto è niente
e l'Eterno sfiora
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Paola Riccio29 ottobre 2015
Mi rivedo nel senso dei matti, la carta che è il psicofarmaco. L'eccelsa poetessa fa una riflessione a tutto campo, una presa di coscienza sulla gioia, sul tutt'uno di noi e il resto, il contingente e l'eterno. Vera poesia.

