Ignavia
Elena Poldan
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ci fermammo lí
alla riva d'un sogno
dove la risacca è un pendolo distratto
che tira dentro tutto
e non sempre lo rende
il Tempo è a volte un signore
che cancella impronte deformi
per delineare nuove albe
altre volte è un codardo
e calpesta aurore
per fuggire verso lande deserte
dove il vento è selvaggio
e la sete perenne
ci fermammo lí
davanti ad uno scrigno
senza chiavi o contorni
ma di nebbia e dubbi
la sua vana sostanza
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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DaviD1 novembre 2015
L'ignavia. Uno dei peggiori difetti secondo me, forse perché ne sono portatore... avere a portata di mano un tesoro e non avere nessun iniziativa per poterlo gestire. Una poesia scritta veramente bene, di grande impatto.

