Ai morti
Gesuino Curreli
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Io non ho la poesia sufficiente
perché possa venire da voi
nel tripudio di fiori che mai
così tanto vi inonda la gente.
Io non sono poeta abbastanza
per raggiungere il vostro silenzio,
in quel bianco, incantevole tempio
dove cade l’umana speranza.
Io vi cerco nell’ora più tarda
quando è la preghiera sommessa
del cipresso che all’ultima messa
nella sera vi ascolta e vi guarda.
Però tanto vi penso e vi cerco
con incredulo, ingenuo stupore
ché non possa ogni corpo che muore
terminare il suo viaggio in quel varco.
Io mi fingo poeta e vi imploro,
chiedo aiuto per ciò che rimane
di residua illusione, e di vane
pretese che si campi nell’oro.
E per questo vi abbraccio e sussurro
versi sghembi, la cui caratura
non li fanno splendenti, ma è pura
la mia dedica a voi nell’azzurro,
misterioso legame che dura.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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