Metamorfiche geometrie escheriane

Commenti (19)
Che dire. Veramente un fenomeno questo autore. Una poesia bellissima in cui partendo dall'arte si arriva ad una metafora della vita in cui ogni essere vivente è accomunato da un unico destino.
Escher, artista e matematico olandese è il re delle prospettive impossibili, delle geometrie folli e tanto altro ancora. Ha sempre disegnato un mondo surreale capace di mandare in tilt la logica e la certezza dell'immagine. Il Poeta si cimenta ad omaggiare l'artista ancora una volta ... sicuramente ama dell'artista la genialità, la creazione di opere ritenute impossibili e quindi compone una lirica attraverso la mente del genio, che va dalle architetture complesse alle immagini improbabili di linee, piani, precipizi... Il Poeta Pagu con questa immensa opera raggiunge mete eccelse... il mio ringraziamento per aver avuto la possibilità di leggerla .Il mio elogio.
Nel calcolo matematico di una prospettiva il risultato è sempre una figura nuova, o forse l'insieme di punti che ne costruiscono un pensiero. Nulla infine vieta al nostro estro di percepire ciò che va oltre, oltre quelle sottili speranze di ritrovar l'essenza geometrica della vita.
Interessante, per nulla banale... oserei il Termine attraente. Bravo l'autore!
Opera geniale mette in risalto le eccellenti doti del poeta che sonda nel profondo il pensiero umano, tutte le sue componenti e ne dà un'interpretazione originale secondo il proprio punto di vista, da cui emerge una personalità complessa e interessante sotto ogni aspetto.
Personale interpretazione dell’opera di Escher, e devo dire, interpretazione mirabile dove l’estro del poeta non conosce limiti. La sua visione va oltre il percepibile, oltre quel piano infinito di caselle solide amorfe. Metamorfiche geometrie, per un metamorfico poeta!
Si nasce per morire e si muore, forse, per rinascere. La vita è imperfetta, noi siamo imperfetti e di perfetto c'è solamente la morte. Questo è il mio umile pensiero. Immenso poeta
Un testo complesso, da leggere e rileggere per capirne l'essenza, il messaggio. La vita scorre su binari segnati, scacchiere bianche e nere teatro di una partita che ci vede perdenti nei confronti della morte ed allora... solo chi saprà osare, oltrepassando le soglie del comune sentire, realizzerà il sogno, vivrà l'amore che della vita è l'essenza. Mirabile, il mio elogio.
Esprime di tutto un po' e dello stesso anche il riflesso contrario... perché in fondo siamo esattamente come meno ci si possa aspettare di essere. Bella poesia e bravo il poeta che offre sempre nuovi ed interessanti spunti.
Non siamo perfetti ma possiamo essere perfettibili, così deve pensarla pure il grande artista e matematico Escher con le sue elucubrazioni e le prospettive impossibili che faceva diventare possibili... Il Poeta in questo suo lavoro ci regala, ancora una volta, un saggio in poesia per un omaggio a un uomo genialissimo e al di fuori di tutti gli schemi... Scale che non hanno mai fine, mondi diversi dal nostro, genio e originalità...
Geometrie escheriane che mutano, metamorfosi, nulla è fermo, tutto è in trasformazione, questa scacchiera che qualcun'altro ha tracciato, noi come pedine che dell'ordine costituito siamo vittime, noi che cerchiamo di arrivare alla fine e sappiamo già che sarà la fine a fare scacco matto a noi. Filosofia oltre che poesia.
Una continua evoluzione. Nasciamo striscianti per divenire esseri libranti. In comune nascita e morte in continua successione. Tema molto complicato ma affronatato disinvoltamente dal grande Poeta che continua ad affascinarci con questi meravigliosi lavori. Ci sarebbe verarmente da approfondire sul percorso della vita la sua linearità o meno rifacendoci poi alle teorie Escher del quale conosco solamente la genialità impossibile da contrastare.
Molto bella. Direi che il poeta Paolo è riuscito a rendere morbide le spigolose astrazioni di Escher. Se l'arte visiva non è MAI mera rappresentazione della realtà visibile, bensì espressione della realtà interiore, l'arte di Escher è raffigurazione delle strategie di quella parte che noi chiamiamo mente, piuttosto che sgorgare dal sangue del cuore o dalla joie de vivre. Come tale non richiede necessariamente una interpretazione, essendo il suo scopo quello d'illustrare il funzionamento seriale, ripetitivo, a volte macchinoso dei nostri schemi mentali. Ma tutta l'arte, figurativa o astratta, espressionista o concettuale, può essere un'ottima fonte d'ispirazione per la poesia, come in questo caso: versi che narrano il cammino dell'anima.
Un lavoro fenomenale una lirica di grande maestria il poeta ci delizia di una grande conoscenza di un grande artista come Escher. un'opera bellissima e difficile da realizzare complimenti e inchino
Tutto nella via è mutabile e di questo ne siamo sicuri, ma fino ad un certo punto la mutabilità può arrivare, invece secondo Escher questo matematico olandese, tutto è possibile, anche le cose più improbabili. Evidente, il poeta è affascinato da questo matematico per omaggiarlo con una così notevole lirica che io ho apprezzato. Il mio Plauso.
Una stesura alquanto accattivante, dove a mio parere, il vero riferimento all'opera dell'artista geniale lo trovo " in quel gioco inesauribile che domina l'inquieto esistere terreno fino alle soglie del precipizio accanto al piano infinito", quell'illusione sempre cercata e donata all'osservtore da Escher nella sue affascinanti costruzioni, all'apparenza tridimensionali, o nelle sue magiche trasformazioni di figure colmando ogni vuoto, appunto. "di un piano infinito". E non me ne voglia l'autore se invece non condivido affatto l'aspetto "poetico" del testo, pur rimanendo comunque una intelligente riflessione riversare tali illusioni nella metamorfosi della vita. Almeno questa è la mia modesta, ed ovviamente, personale impressione.
Soltanto un acuto osservatore dell'animo ...riesce a penetrare nel silenzio di un gesto... Versi di grande eleganza
Ecco Paolo, mi sembra di intravedere un deciso miglioramento della tecnica ritmica e di una ricerca di pathos che può che non far bene alla lettura di un testo poetico. Mi è piaciuta molto
Opera che lascia. stupefatti... il bravo autore si sofferma sulle opere di Escher nel quale lo spazio. viene rivisto, riadattato a seconda delle proprie esigenze ...una trasformazione , una metamorfosi, come spesso accade nell'essere umano... una metafora intensa e vera... preparato come sempre l'autore per cimentarsi in tali lavori... il mio enco m io e la mia stima...



















