Lasciatemi cantare
Gesuino Curreli
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Lasciatemi cantare come posso,
coi versi di altri tempi, color leccio,
riarsi dal salmastro e dal libeccio
che soffia arido e forte, qui, a ridosso
dei giorni che saranno di bonaccia.
Ci metto con l’ardire la mia faccia,
e poco importa che non mi riesca,
è un gioco che mi piace e mi rinfresca
quando la vena è vile cartastraccia.
Ma non avrò pretese di poetare,
dirò che mi diletto di poesia
quando, sottile, la malinconia
mi vince e mi concede di rimare.
E canterò di fole e di invenzioni
che sono congeniali alla menzogna
di cui si ciba l'anima che sogna,
in cerca di improbabili emozioni.
Lasciatemi cantare, e sarò grato
a chi vi leggerà passioni vere,
compagne di lontane primavere,
delirio di un disegno ch' é sfumato.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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