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Introspezione 11 novembre 2015 · lettura 1 min · 1915 letture

Terrena la coscienza oppure ariosa essenza

Pagu 229 poesie pubblicate
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Diluirsi nel principio del sentire ogni cosa, sia terrena la coscienza oppure ariosa essenza, non oso esser io nell'infinito mio tracciare, abbozzo schemi impuri nel piano dov'è l'origine cui appartengono variegate anime da esso destinate. Essere per non essere, oggetto dell'incompiuto, vivere per il bene che provo e poi raccolgo, fuori dalle meccaniche immobili e consuete espresse in ampie reti che circondano i percorsi schivate da quel sole che troppo alto sembra. E interrogo te che immensa statua appari, leggo gli sguardi, alle mani tue io pur mi affido, neonato d'esperienza, del peso non son straniero, sia leggero il tocco sui pensieri stanchi di paura diviso come sono tra il sapere o il saputo. Vivo la scissione tra l'essere e l'inconscio, mi perdo in mille antri alla ricerca di legami, sono un te parziale suddiviso e incostante, aspiro la completezza, arduo sarà il cammino, eppure t'appartengo così irrisolto come sembro.
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"Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra". Italo Calvino.

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Commenti (15)

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Sara Acireale11 novembre 2015

Essere per non essere, oggetto dell'incompiuto, vivere per il bene che provo e poi raccolgo Questi due versi sono l'emblema di tutta la poesia. Forse tutti ci sentiamo incompleti ed è per questo che cerchiamo fuori dal nostro spazio la completezza. Penso che per tutta la vita vaghiamo alla ricerca di qualcuno o di qualcosa che ci completi e realizzi la nostra essenza ma è un grande errore cercare all'esterno del nostro io. E' dentro di noi che possiamo trovare tutto quello che cerchiamo. Siamo un microcosmo che fa parte di un grande macrocosmo. Ebbene, è dentro il nostro piccolo microcosmo che dobbiamo scavare per trovare gli elementi che ci completeranno.

Grazia Denaro11 novembre 2015

Tutti ci sentiamo incompleti nella nostra esistenza perché la brama del sapere sempre di più è di molti esseri. Per alcune domande, dobbiamo trovare in noi le risposte, mentre per altre dobbiamo chiederci, documentarci, viaggiare ed una zolla per volta completiamo il nostro sapere. Ne avremo di domande inevase che ci accompagneranno per molto tempo, forse fino alla fine dei nostri giorni. Molti di noi non si sentono completi, anche perché nell'io a volte ci sono due parti che si combattono per avere la supremazia uno sull'altro: tesi ed antitesi che devono coesistere e spesso non sono mai d'accordo. Una lirica immensa che spazia a tutto tondo sull'io della persona. Lirica apprezzata per contenuto e forma. Il mio plauso.

DaviD11 novembre 2015

Duro è il cammino, le ambizioni alte. Piccolo è l'Uomo, grandi le sue sensazioni quando riesce ad esprimerle con chiare offuscate parole d'ingegno.

Anna Di Principe11 novembre 2015

Peculiare disamina dell'Io che avverte una scissione e di conseguenza un'incompletezza dell'essere .In questa condizione amara dell'esistenza è difficile trovare una giusta dimensione di se stessi...è per questo motivo trovare un benessere interiore è luce . L'opera del valente Poeta è un mare magnum di conoscenza e sapere che porta a profonde riflessioni di carattere anche filosofico- scientifico. Di notevole valore il testo che merita un encomio con lode.

Cristiano De Marchi12 novembre 2015

Questo è il principio dell'eterno stato, eleggo a divina sapienza il mio lato oscuro per poi distruggere quella parte di me che non merita. È vero, realizzo il mio essere senza far crescere il mio divenire. Il bravo autore ci accompagna attraverso i labirinti più scuri della nostra personalità e con i suoi versi evidenzia le nostre misere paure.

Luisa Molinari12 novembre 2015

Forse non siamo nati per essere completi, ma per essere sempre alla ricerca di qualcosa. Un viaggio che mai dovrebbe finire. Penso che la bellezza della vita stia proprio in questo

zani carlo12 novembre 2015

Una vera e propria esplorazione dell'Io questa poesia che traduce in parole i pensieri dubbiosi e le domande che astrattamente ognuno si pone. Essere incompleti è una condizione necessaria all'evoluzione personale... crescita che pone tanti interrogativi e poche certezze.

Rosetta Sacchi12 novembre 2015

I dubbi dilaniano sempre la nostra mente, gli interrogativi ci predispongono alla crescita. Pagù fa l’una e l’altra cosa, e anche molto di più: esplora l’IO, vivendo la scissione tra l’essere e l’inconscio, tra stati di imperfezione e desiderio di completezza, diviso tra il sapere e il saputo, consapevole di un IO, sede di molteplici, forse infinite aspirazioni, io direi anche contrastanti, che solo in parte verranno realizzate. Di qui anche la percezione d’un tempo che non sarà mai sufficiente all’IO terreno e provvisorio e farà sì che si sentirà smarrito nella sua incompiutezza.

Luciano Capaldo12 novembre 2015

Cosa saremmo senza dubbi e senza interrogativi da porci. Questo è il sale della vita. Non saremo mai completi proprio fin quando avremo questi dubbi e perplessità . La vita è riceerca... Bella questa riflessione in versi da vero Poeta.

Paola Riccio12 novembre 2015

Quando la poesia diventa filosofia la parola parla davvero, quesiti e riflessioni sulla natura stessa dell'anima e del nostro essere incompiuti. Cerchiamo nell'altro compiutezza. Leggere questo autore è un po' come leggere Dostoevskij. si resta attoniti quasi smarriti ma non si vede l'ora di lasciarsi cullare ancora dalle sue parole che alla fine donano pace.

s
stello cutroneo12 novembre 2015

Se non avessimo dubbi non avremmo sentimenti, anche se combattuti ed assillanti; saremmo semplici macchine. Molto bella ed intrigante. Complimenti.

carla composto12 novembre 2015

Credo che nessuno di noi si senta completo... l'animas e l'anima, lo spirito e la materia, la parte razionale e quella irrazionale illogica... spesso non riusciamo a mettere d'accordo tante sfaccettature del nostro essere ...l'autore ci regala un'opera che mette in risalto questi aspetti del nostro essere con grande maestria a bravura ...lirica importante e molto sentita... il mio plauso

Patrizia Cosenza12 novembre 2015

Che dire una perfetta introspezione di un uomo che ha dubbi che circondano la sua sostanza e si fa domande per poi non avere che le mani vuote di tanta esperienza non rimane nulla ... complimenti per la poesia e un lavoro profondo dell'anima

Eolo12 novembre 2015

Il testo molto intenso e profondo, prova a scindere l essere dal non essere, in fondo Manifestazioni della stessa essenza e materia nel divenire, Così profondo e ' il pensiero filosofico che ne deriva, in fondo l esistere E riflessione sul non esistere. Io desidero dirti con il cuore Che sei un grande poeta, conoscitore del sentire umano. Bravo!

Daniela Zarriello13 novembre 2015

Una lirica estremamente interessante ed efficace che scandaglia il mondo interiore della coscienza di sé e di come ci si percepisce in relazione a quello che siamo o vorremmo essere:...tutto e niente ...vivere o morire... dormire o sognare ...essere se stessi o seguire la massa ... bene o male insomma tutto quello che si è contro tutto quello che non si è. È questa la contradizione umana, il problema di tutti i tempi. Non solo i versi sono ispirati a Calvino ma io ci vedo molto anche del grande Shakespeare.