Oro
Era mattina. Un raggio di sole,
rifratto dalle antine semiaperte,
disegnava sul lenzuolo una trama
di fili d’oro lucenti, smaglianti
come su un ricco arazzo, su una stoffa
preziosa che chissà quanti dobloni
o vite umane? costò a quel mercante
per poi finire sul mio letto. Sveglio,
aperta la finestra ecco sparire
la ricchezza dal semplice lenzuolo.
Come assomigliano i miei versi a quanto
ho visto: fino a che fu l’illusione
viva di gran potere millantarmi
avrei potuto, all’ospite che allora
assistesse – un raro privilegio –
al mio risveglio; dopo, mai nessuno
ingannare potuto avrei, di tanto
errore è troppo spesso preda ignara
l’essere umano. Così le mie poesie,
brillanti spesso non di luce propria
ma indotta dalla strana risonanza
che come una scintilla a volte scocca
tra lo scritto e il lettore.
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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