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Dialettali 16 novembre 2015 · lettura 2 min · 1309 letture

Senza titolo

Gesuino Curreli 1281 poesie pubblicate
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T’isettat “Serenissima”, e non gai sa mama chi frenadu at sos succuttos; in cussa die funesta sunu ruttos sos sonnios chi no aias lassadu mai. Valeria, istella amabile e donosa, cantu as cumpresu custu mundu feu! Su talentu as ispesu e tantu impreu; non fit tempus ch’esseras in sa losa. Dae sa Senna a sas callas de laguna des torrare che umanu testamentu contra sas iras pro un’accaramentu chi non succedat prus gherra peruna. Pone in s’urtimu gestu, bianca luna, su geniu risulanu ch’amos tentu in custas oras tristas de turmentu dae su retrattu sou. Cal’ isfortuna! Ti attende Serenissima (La), ma non così (serena) la madre che ha frenato i suoi singulti; in quel giorno funesto son caduti i sogni che non avevi abbandonato mai. Valeria, stella amabile e graziosa, quanto hai capito questo mondo brutto! Hai speso talento e tanto impegno; non era tempo che fossi in una tomba. Dalla Senna ai calli di laguna ritornerai tu, umano testamento contro le ire, per un chiarimento affinché non succeda guerra alcuna. Metti nel tuo ultimo gesto, bianca luna, il bel sorriso che abbiamo ricevuto, durante le ore tristi di tormento, dalla sua fotografia. Ma che sfortuna!
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Dedicata a Valeria, deceduta a Parigi.

L'autore
Gesuino Curreli

Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....

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Commenti (1)

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Antonio Terracciano16 novembre 2015

Il romanziere francese André Gide sosteneva che cercare di comprendere una lingua che si conosce poco, ma che è alla nostra affine, richiede notevoli sforzi, ma è anche fonte di grandi soddisfazioni. Ed io (anche per rendere un doveroso omaggio alla Francia di questi giorni, attraverso il pensiero di Gide) ci ho provato con queste belle quattro quartine di endecasillabi rimati in "limba sarda", capendo che esse sono un valido omaggio a Valeria, la ragazza veneziana morta a Parigi: la sua città aspettava il ritorno da viva di una ragazza graziosa ("donosa") e valorosa, che ora andrà invece in una tomba ("losa") ; che almeno il suo sacrificio porti alla cessazione d'ogni guerra e che in queste ore tristi si ricordi la sua allegria!