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Introspezione 16 novembre 2015 · lettura 1 min · 1877 letture

Nelle intenzioni degli umani gesti

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Col pensiero della disegnata e universale struttura catalogo la vita col soggettivismo del mio incedere, crescere in ogni ora che vivo di cangiante apparenza mutata fisionomia nelle intenzioni degli umani gesti. Guardo i passi fatti, parlo con te sveglia coscienza, nebbie d'incertezza si ampliano nell'irrazionale inconscio, provo, sento e respiro sotto la luce d'un astratto credo che il mio pensiero è, in bilico sugli insuperabili confini. Radicato in simbolismi, sospinto come son dalle abitudini, affronto percorsi dipinti dalla paura di perder me stesso verso mete faticose che appaiono spiagge assolate e deserte, nessuna voce che pronunci un nome di cui vi sia la scelta. Cedo alla trascendenza, meta fuori dall'oggettivo esistere, un vento spinge e sorregge i primordiali miei equilibri, trasformo curiosità in pura conoscenza, qual fine più soave, mi volto e vedo te, delizia del vivere in ogni sorriso o vasto affetto.
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"La nostra psiche è costituita in armonia con la struttura dell’universo, e ciò che accade nel macrocosmo accade egualmente negli infinitesimi e più soggettivi recessi dell’anima". Carl Gustav Jung.

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Commenti (15)

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Rosita Bottigliero16 novembre 2015

Delicata e signicativa lirica... Un meditare su l'essere anima... Molto profonda e apprezzata.

Maria Luisa Bandiera16 novembre 2015

Bellissima e profonda introspezione ... appaga l'anima nel suo sentire. Non solo piaciuta, ancor di più ...

Paola Riccio16 novembre 2015

Molto bella questa introspezione sulla psiche in comunione con tutto il resto, una sorta di entanglement che dovrebbe realizzarsi ogni giorno. Stile riconoscibilissimo, Apprezzatissima.

Luciano Capaldo16 novembre 2015

L'autore ci ha abituati a temi introspettivi davvero grandi e talvolta difficili, almeno per me. Con onestà letteraria però devo dire che rimango affascinato dal suo modo di rappresentare le sue profonde riflessioni Junghiane di psicologia analitica . Una ricerca dell'anima e sull'anima che veramente sta a cuore all'autore. Posso solo dire da leggere e rileggere con gusto . Molto piaciuta.

zani carlo16 novembre 2015

Una fusion pura e semplice che pone al centro della propria sensibilità tutte le componenti che sono presenti tanto nell'animo quanto nell'universo che circonda... lo stile ormai inconfondibile ed il lavoro complesso impone varie letture per essere sicuri di cogliere più sfumature possibili.

Grazia Denaro16 novembre 2015

Una profonda introspezione che favorisce il meditare sull'anima per conoscersi meglio e poter valutare gli atti della vita con maggior sicurezza, evitando di sbagliare. La conoscenza dell'anima equivale a tenere sotto controllo la psiche che è quella che scatena le emozioni e, saperle tenere a bada e una grande conquista. Ma siamo tutti soggetti alle emozioni, altrimenti se non le avessimo saremmo dei robot. Ma poiché siamo uomini di carne ed ossa, e giusto averle e saperle dominare. Versi come sempre molto esaustivi nella ricerca dell'oltre. Apprezzati per contenuto e forma, il mio plauso!

carla composto16 novembre 2015

un'introspezione accurata e profonda che percorre le strade dell'anima, che si rispecchia e si armonizza in ciò che accade nell'universo, sposandosi con un inconscio collettivo... bravo e preparato il poeta che ci regala opere importanti e belle... bella la nota di Jung allievo prediletto di Freud... un lavoro da maestro ...sempre il mio elogio

Anna Di Principe16 novembre 2015

Introspezione variegata del proprio Io durante lo scorrere della nostra labile e fragile esistenza, infatti spesso come versifica il Poeta si può perdere se stessi nell'incedere tra oggettivismo e soggettivismo. Molto apprezzata la strofa in cui si dà alla curiosità la giusta collocazione, in quanto madre della conoscenza... Pregevole anche la nota del medico - scienziato Jung postata dal valente Autore, che ampiamente condivido. Lirica di grande spessore per l'analisi esistenziale ben articolata ...lo stile è sempre da ammirare per l'unicità strutturale. Il mio sincero encomio.

Alberto De Matteis16 novembre 2015

Un'analisi molto profonda sull'io, sulla conoscenza interiore in quartine ben strutturate. Cercando di conoscere meglio se stessi, si può addivenire anche ad una migliore conoscenza del mondo che ci circonda e di ogni realtà contingente. Ho fermato la mia attenzione soprattutto sull'ultimo verso... mi volto e vedo te, delizia del vivere in ogni sorriso o vasto affetto. Conclusione molto piaciuta per l'ottimismo che sprigiona tutta la poesia, una vera perla introspettiva.

Luisa Molinari17 novembre 2015

Anche quando pensiamo d'esserci persi, siamo sempre noi, noi con le nostre paure, imperfezioni, abitudini, sempre noi e questa imperfezione è, secondo il mio modesto pensiero, è la bellezza.

Antonio Biancolillo17 novembre 2015

Un'ode introspettiva che sa racchiudere in uno spazio tangibili emozioni vissute e da vivere. Uno spazio che isola e toglie ogni possibilità, o che ci apre alla vita, uno spazio che è se non attesa. Un ripercorrere a ritroso sospesi nel silenzio a tracciare la sintesi del proprio vivere. E' come una lunga pausa nella quale chiedersi il senso di se stessi in rapporto all'universo. I simbolismi che emana l'esistenza sono l'assenza ed il vuoto come segni tangibili dello sforzo incessante verso la pienezza. Emozioni effimere o pregne di significato, illusioni decodificate o assurde pretese d'essere. Atti che ci legano ad istanti dalla breve durata, brevi segmenti di Noi. Versi segnati da una prospettiva che sa scandire una dimensione interiore.

Sara Acireale17 novembre 2015

Lirica che non si può commentare dopo una lettura superficiale. I versi sono profondi e ho avuto bisogno di rileggerli per entrare dentro l'anima della Poesia. Il Poeta, nella nota, cita Jung e il suo celebre pensiero. Questa poesia di Pagu mi sembra che sia una continuazione della poesia "Terrena la coscienza oppure oziosa assenza"...E' come se un filo invisibile unisse le due poesie, come se l'autore volesse completare una sua idea. E' così', tutto ciò che succede nel macrocosmo, può succedere pure nella più piccola, infinitesima parte del nostro essere...

Daniela Dessì18 novembre 2015

Difficili composizioni per trattare temi umani sempre diversi, con un chiaro intento didascalico mettono a nudo il talento del nostro poeta, riesce a trasferire in noi quegli insegnamenti utili all'animo che sa trarne buon uso perché la nostra vita non sia insignificante... grazie maestro della poesia!

Eolo22 novembre 2015

Poter riconoscere il proprio sentire, attraverso un identità antica di dolore o gioia, Di emozioni sopite e vissute anche se diverse da quelle che si credeva potessero dare movimento alla vita. Testo lucido sentito così struggente! Bravo più di sempre.

Daniela Zarriello22 novembre 2015

Apparteniamo a questo meraviglioso universo, ne siamo parte con la fisicità e finitezza umana e, se crediamo, anche con l'insopprimibile tensione verso la trascendenza. Ma, in questo interrogarci così interiore, non trascuriamo la: "delizia del vivere in ogni sorriso o vasto affetto" che ci sostiene con dolcezza e amore in questo nostro fragile percorso terreno.