Venti di guerra

Sullo sfondo del grande intreccio
di questo rincorrersi lesto e peso,
dove ogni sentimento cozza
contro egoismi e scena già vista.
Solo una voce calda e pura
si insinua e rimuove la figura,
oggi solo lo scontro vola
dilaniata da bombe la parola.
Cercare sempre la solita strada
è un esercizio che poco accomuna
e fa dell'odio il massimo detonatore:
basta un attimo e si muore.
Questa guerra dichiarata affonda
ogni piccola matassa che intreccia
quel dialogo flebile d'unione
per uscir dal pantano e dialogare.
Solo figure statiche muovono
le pedine e decidono la sorte,
in quell'attacco e risposta noi
sempre tesi fra l'incudine e il martello.
Fermiamola questa guerra all'impazzata
vicino s'intravede il punto di non ritorno,
non possiamo essere arbitri del mondo
e interferire e imporre la nostra volontà di legge.
Troppi errori e azioni al buio
hanno incancrenito il pensiero focoso,
e il dialogo imposto non fa più presa
mentre monta violenta rabbia e cattiveria.
Tanti manovali s'immolano decisi
mentre noi l'additiamo solo come cattivi ...
senza pensare alla strategia nostra fallace:
con poca analisi e tutta di pancia in rituale.
©
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