Tregua
Elena Poldan
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ho ascoltato il mio corpo
battere i rintocchi del mare
senza percorso
senza strade
e poi perdersi in anfratti di livore
in arrembaggi senza spade
vedo le mie dita sbiadirsi
gli occhi chiudersi
sotto vestigia incolmabili
del fuoco ho visto i fulmini
del mare i vortici
dell'aria i turbini
della terra le voragini
adesso vorrei neve al sole
e albe da gustare
gentili grazie
dolci carezze
solo d'amore
di bufere e tempeste
ho pieni i pori
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (2)
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Paola Riccio19 novembre 2015
Bellissima questa poesia che in questo preciso istante sento mio, di tempeste e bufere ho pieni i porti, auguro alla portentosa autrice di trovare le gentili grazie e le dolci carezze di amore fortissimo. Stupenda.
e
emiliapoesie3920 novembre 2015
lirica dal testo scorrevole e poetico, sgorgata da una sincera e profonda riflessione su se stessa ormai stanca e delusa dalle contrarietà della vita... ...di dolci carezze...

