La patria è il mio presente
nel vederti da lontano
si apre il grande vuoto
e paure nei pensieri, squarciano il cammino
che più mai ha preso il volo
intorno a dei cortili o lungo strade vuote
ripasso le giornate vissute ad aspettare
impossibili momenti attraversando ponti
leggendo le risate, leggere mai invadenti
ma non capisco nulla, ora
solo urli dai passanti, calpestano anche il cuore
e il punto di partenza che resta senza storia
spinato eterno è il filo che lega le parole,
la voglia di abbracciare oppure di tornare
ma quel posto adesso è vuoto,
straniero ai miei natali
non sento più le ali
la patria è il mio presente
che è ovunque o è solo un luogo,
ma senza più futuro
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Commenti (1)
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Duilio Martino29 novembre 2015
Molto bella... alcuni significanti chiasmi (ma sono presente altre figure molto interessanti) ne esaltano la poetica conferendo al testo spessore. Complimenti.
