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Riflessioni 23 novembre 2015 · lettura 2 min · 957 letture

Il viaggiatore del terzo milennio

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veronica calmutchi 10 poesie pubblicate
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In una città d'Europa, sentendo spari provenire da una strada vicina, tu dicesti: no, no la città deve cambiare. Prendesti il treno, per continuare il viaggio, entrasti in un'altra nazione, in un'altra città. Scendesti dal treno e a sinistra e a destra avvisi. Non avevi mai incontrato viaggiatori che non parlassero. Sul loro viso la paura. Il treno non perse tempo, lui viaggiava insieme a te e un'altra direzione, e un'altra nazione. La terza città era vuota e tu cominciasti a camminare, c'erano soldati, molti soldati tutti occupati blindati, armi, telefonini. E tu pensasti: tutte le città sono d'accordo e fanno la guerra per essere acclamate. Il mondo amaro non ti desiderava come viaggiatore. Allora capisti che dovevi cambiare luogo e città, poteva essere un posto sotto terra o su altro pianeta. Ma non era possibile, e cominciasti ad urlare dicendo: le città pericolose non devono esistere le città non devono essere campi di battaglia le città devono permettere ai giovani di sognare ai nonni di crescere i loro nipoti agli uomini di viaggiare: tutti insieme.
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L'autore
veronica calmutchi

scrivo, pubblico poesie, racconti con il nome d'arte Ivanova Vica. ex.insegnante de liceo, laureata in biologia adesso in pensione. amo il teatro, il valzer, fotografare, cucina internazionale genuina.

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Commenti (1)

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Francesco Rossi24 novembre 2015

Ho letto la composizione, mi permetto di evidenziare che il testo appare molto prosaico, di contenuto ma prosaico forse aggiungo descrittivo quindi togliamo pure il prosaico descrittivo troppo non mi piace alla prossima sperando di leggere poesia.