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Introspezione 23 novembre 2015 · lettura 1 min · 1702 letture

Immaterialità del vivere astratto

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Del dolore nella sua lunga rincorsa ne faccio rapida via di solitaria fuga, mi rivolgo a te, benefica madre, libera la consistenza d'anima afflitta immaterialità del vivere astratto. Nell'equilibrio del tempo e il suo moto, rivedo i sogni di esistenze insultate, sorrisi e affetti dall'oblio coperti, sepolcri di idee nel cammino dei giorni purezza e bene nell'accorata preghiera. Mi libero dall'essere figlio del mondo, più non rispecchia il credo natio, aria sottile, terra fine, acqua veloce, non fuoco che incendia, impietoso lui brucia quel che il corpo chiede all'amore soave. Tu sia riparo dell'ideal mio esistere, abbandono il concreto per strade irreali, non ho legami in terre d'odio macchiate catene avvinghiano aleatori sospiri, risento i battiti d'un cuore ancestrale.
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"Primo segno di un animo equilibrato è la capacità di starsene tranquilli in un posto e in compagnia di sé stessi.” LUCIO ANNEO SENECA

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Commenti (15)

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zani carlo23 novembre 2015

Una poesia che spinge il rifiuto proprio all'appartenenza di un mondo che non ha risoluzione per almeno avere nelle piccole cose una parvenza di normalità...meglio soli a volte che mal accompagnati... nel senso che è veramente difficile anche solo sopravvivere in questo caos... Grandi spunti di riflessione offrOno sempre le opere di questo poeta... il cui stile per me è diventato ormai inconfondibile.

AlexMen23 novembre 2015

Poesia molto apprezzata... devo dire che in questo periodo la sento molto mia. Bravo all'autore.

Luciano Capaldo23 novembre 2015

Devo ammettere che la nota conferma ed aiuta la mia idea che poi rispecchia anche un po' ol mio stile di vita, talvolta. Accettare se stessi ci permette di accettare gli altri e poter avere la giusta angolazione di punto di vista. In uno stato confusionale ormai ci ritroviamo tutti e questo mal comune non fa comunque mezzo gaudio. Una sana riflessione che preceda una azione collettiva sarebbe opportuna. Interessanti le opere di questi grande poeta. Io rimango sempre affascinato dallo stile, l'eleganza e la capacità di verbo.

Anna Di Principe23 novembre 2015

In un mondo caotico è necessario mantenere un equilibrio sia spirituale che mentale. Questa è la considerazione che ben esplicita il Poeta nella sua pregevole lirica... anche perché credo che l'essere umano che ha raggiunto un benessere interiore ha dovuto far tesoro delle proprie esperienze, costruendosi un auto controllo ed un autodisciplina, che non vorrebbe far scardinare da nessuno. Ritengo questa l'opera della saggezza del nostro Poeta da cui si trae sempre ricchezza di conoscenza ed analisi. Il mio sincero encomio.

Paola Riccio23 novembre 2015

Come non condividere il pensiero altissimo del poeta? Un animo sensibile non può che isolarsi. .

Grazia Denaro23 novembre 2015

In un mondo che non rispecchia la nostra tranquillità e il quieto vivere che bene farebbe al nostro io. Non ci resta che chiedere aiuto al cielo perché ci dia forza e ci aiuti ad avere autocontrollo, ad essere pragmatici e non rincorrere tutte le nostre paure. Essere saggi e meditare su cose che magari tralasciamo di fare per la vita caotica in cui siamo costretti a vivere. Molto saggio il poeta, lo dimostra il suo verseggio che ho molto apprezzato.

Sara Acireale23 novembre 2015

A volte si sente la necessità di raccogliersi in solitudine per pensare, ricordare, immaginare. Sapere stare da soli è un'arte e, nel contempo, una conquista. Condivido il pensiero del Poeta che asserisce di non dare un valore negativo alla solitudine sociale. Quando siamo soli dobbiamo fare in modo di "riempirci" di noi stessi. E' questa la condizione essenziale per potere poi relazionarci con gli altri. Chi sa stare bene da solo dimostra di avere creatività, saggezza, fantasia.

DaviD23 novembre 2015

Filosofia orientale in un cuore occidentale. L'uomo che accetta la sua dimensione non passivamente ma con coscienza di sè e di ciò che lo circonda. Autore che pesa ogni parola cento volte prima di scriverla e il risultato è evidente a tutti. Profondità estrema in leggeri positivi messaggi.

Luisa Molinari24 novembre 2015

Saper stare soli e in pace con noi stessi è forse la cosa più difficile. E' virtù degli uomini veramente forti, i miei complimenti sinceri

Merlino24 novembre 2015

il legame del poeta con la madre terra, deturpata e offesa, dall'avidità e cattiveria dell'uomo si fa necessario e intimo nel rifiuto delle nefandezze che ci circondano... complimenti

Daniela Dessì24 novembre 2015

Amara riflessione di un animo cosciente del caos in cui viviamo, accetta la propria condizione umana che non può prescindere dal dolore, slegata dalle apparenze che la vita ci offre, un corpo limitato dal tempo, tutto sfugge così velocemente al nostro sguardo, si ha solo il desiderio di evadere, di anticipare il momento a cui tutti siamo destinati perché la morte ci libera dalle sofferenze, da tutto ciò che è effimero.

Rosita Bottigliero24 novembre 2015

La solitudine e la mente racchiusa in spazi di pensieri lascia grande bellezza poetica. I versi di Paolo sono così. ... un grande successo. Bella.

Cristiano De Marchi25 novembre 2015

Esule da vita vissuta, il pensiero si rivolge all'infinito per trovare l'ultimo momento di silenzio, di invocata solitudine. Così riscopriamo un paradiso perduto, che esiste per tutti noi, e che attende l'udir dei nostri piú intimi desideri.

Antonella Garzonio25 novembre 2015

Un testo che offre molti spunti alla riflessione, di fronte ad una realtà incomprensibile, l'equilibrio va trovato in noi stessi perché nella terra, nelle nostre radici troviamo la forza di continuare, seppur su strade astratte, lontano dalla pazza folla e da un mondo che a volte il cuore fatica ad accettare. Una filosofia che da tempo ho fatto mia, il mio elogio.

Antonella1727 novembre 2015

Abbandonare il concreto per il sogno e i voli dell'anima. Grande lirica