Disfarsi
Al sole
come antico ramarro mi crogiolo
sulle ginocchia le mani
sembrano vecchie falene stremate
la pelle diafana e squamosal
si sfalda in minuzzoli d'argento
traslucido quale sgualcita pergamena.
Immoto lascio che I raggi
mi rendano un poco il calore
che età crucci e dolori
trasformarono in brividi di gelo.
Si avvia il sole all'occaso
e lenti passi tremanti si volgono
verso la casa
silenziosa di fiocchi
di polvere grigia che cade
e sta
quale neve sporca posata
da lungo tempo sul suolo.
Domani forse quel mucchio grigiastro
svanirà dilavato da pioggia
ma nulla e nessuno potrà
mai disciogliere la neve
che crudeltà di vita su me
fece cadere imbiancando per sempre
le mie sembianze ed il cuore.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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